martedì 12 luglio 2011

L’INUTILITA’ DEI MANUALI

Per ogni successo il suo manuale?

In molti continuano a credere che avere successo, oggigiorno, sia tanto facile come passare dal giornalaio sotto casa. Tu, come ogni persona dotata di un sano senso comune, sei di certo in grado di riconoscere la palese insensatezza di una simile credenza. Eppure ti basta gettare un’occhiata alle pubblicazioni esposte nella tua edicola preferita per renderti conto di come tale assurdità goda di un vastissimo consenso. Non esiste ambito delle attività umane per cui non sia previsto il rispettivo manuale. Non vi sono arti, mestieri, astuzie, attitudini e capacità che non possono essere spiegate e imparate. Ognuno può scegliere, e comprare, il genio che vuole diventare. Sei nato sordo alla musica come una campana? Non importa. Vi sono manuali a bizzeffe che ti insegnano come suonare il clarinetto o la cornamusa da lasciare di stucco amici e conoscenti. La tua nuova fidanzata è una perfetta nuotatrice e tu che non vuoi esserle da meno anche se temi l’acqua come la peste? Non ti preoccupare, scegli il manuale del perfetto nuotatore e, se smetti di fumare, tra tre settimane sei quasi pronto per le olimpiadi. Davanti al capo ti si annebbiano immancabilmente i pensieri, cominci penosamente a balbettare, e rinunci già in partenza al bel discorso che ti sei preparato con tanta cura? Niente paura, puoi scegliere tra una moltitudine di manuali sull’arte del convincere e in un baleno non c’è più nessuna tua affermazione che non sollevi il suo entusiastico consenso.  La scia di profumo sulle scale lasciata dalla bella vicina di casa ti sconvolge ogni mattina inutilmente il quadro ormonale? Cosa aspetti a comprare il manuale del perfetto seduttore? Naturalmente anche il problema dei problemi - come far soldi - può trovare la più ovvia, la più semplice, delle soluzioni: non c’è che l’imbarazzo della scelta tra un manuale che ti insegna a vincere al Lotto, uno che ti rivela i segreti dell’alta finanza e un altro che ti spiega come da misero lustrascarpe, con un po’ di iniziativa e di fantasia, si possa diventare l’uomo più ricco e potente del mondo. Può la nostra edicola trascurare chi ha desideri meno venali? Ovviamente no. Più in alto, sopra le pubblicazioni porno, accanto alle riviste di numismatica, si possono trovare manuali di mistica e di dottrine esoteriche che ti fanno conoscere quanti  vantaggi per il tuo equilibrio interiore, per la tua serenità mentale, e, perché no, per la tua vita dopo la morte (non si sa mai) rappresentino il buddismo o l’induismo, il taoismo o il sabeismo.



I manuali sono perfetti. Ma chi li usa?

Per rendersi conto di come le speranze degli acquirenti di manuali siano destinate a rimanere ben presto deluse, non occorre certo un’accurata indagine statistica. Basta il senso comune. I manuali stessi, del resto, ne sono la prova. Fosse così facile portare a cena la vicina conturbante o diventare l’uomo più ricco e potente della terra, saremmo tutti più felici e, di manuali, non ce ne sarebbe nemmeno bisogno. Se vengono ancora scritti e comprati è perché la realtà continua a deludere i nostri aneliti più intimi e le nostre ambizioni più nascoste, nonostante tutti gli insegnamenti in nostro aiuto. L’insanabile scarto tra le nostre aspirazioni e realtà fa sì che il numero delle cose che vorremmo fare continua a essere notevolmente superiore al numero di cose che siamo in grado di fare (Non sarà che i manuali fanno apposta a deluderci affinché la quantità dei nostri desideri, e dei nostri manuali, diventi sempre più esorbitante?).
Eppure il difficile è capire cosa c’è di sbagliato. Loro, i manuali, sono perfetti. Le spiegazioni sono generalmente chiarissime. È sufficiente memorizzarle bene. Ogni sera, prima di andare a letto, un’oretta di esercizio, sottratta alla solita noia televisiva, potrebbe essere la chiave per aprirti le porte del successo. Eppure la memoria non è tutto. Occorre qualcos’altro. La scelta del momento giusto, per esempio.





Come si fa a dire e a fare le cose al momento opportuno?

In realtà è proprio questo il primo problema: come si fa a dire e a fare le cose al momento opportuno? Il discorso che fa capire al principale quanto tu sia perspicace è inutile che ti sovvenga alla perfezione un minuto prima di entrare nel suo ufficio, alla toilette dove fai per la terza volta pipì in dieci minuti per via dalla tensione nervosa. È quando sei lì davanti alla sua immensa scrivania, che devi dire le cose giuste. Né prima, né dopo. Anche il motto di spirito che dovrebbe togliere ogni dubbio alla tua vicina sulla tua esuberanza e sul tuo fascino, è inutile che tu lo dica quando lei ti ha già salutato da tempo con la solita aria indifferente ed è già chiusa nella sua Y10.
Il vero problema non è dunque semplicemente sapere cosa dire, ma dire le cose quando la necessità è impellente, proprio quando l’interlocutore è lì presente e sta ad ascoltarti. Bella forza che i manuali sono perfetti! Chi li scrive ha tutto il tempo di pensare alle parole giuste, di cambiare quelle che, dopo un solo secondo di riflessione, testimoniano più goffaggine e insipienza che, come di solito si desidera, il loro contrario. E poi è seduto da solo e tranquillo alla sua scrivania e il suo polso batte regolarmente. Ma chi ha a disposizione solo i pochi attimi di uno sguardo distratto? Chi è intontito dal battito selvaggio e incontrollabile del cuore? I manuali dovrebbero insegnare dunque non solo cosa dire o fare, ma anche ad avere la freddezza necessaria per saper cogliere al volo l’opportunità fugace. Possono farlo? Evidentemente no, considerato il loro successo.


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